Le intolleranze alimentari
È definita intolleranza alimentare la reazione tossica all'ingestione di un cibo quando non sia dovuta a fenomeni immunitari.
Nel 1991 l'allergologo Allen P. Kaplan descriveva la differenza tra le allergie tradizionali e le intolleranze alimentari, descrivendo casi in cui non si rilevava una produzione in grande quantità di immunoglobuline E (IgE), da qui nasce la sua definizione delle intolleranze alimentari, allergie  non allergiche.
Le intolleranze alimentari, possono derivare da varie cause.
Di solito si manifestano per un meccanismo di accumulo, cioè certe sostanze si accumulano nel nostro organismo.
Altre cause possono essere dovute a disfunzioni dell'apparato digerente che possono portare all'assorbimento di molecole non del tutto idrolizzate. Altre cause possono essere dovute a un deficit enzimatico come succede ad esempio per il lattosio. La carenza di questo enzima può essere compensata introducendo quantità in modo molto graduale e crescente di latte.
 
 
Il complesso delle Intolleranze Alimentari può essere esaminato e discusso in sedute di gruppo (Seminari)
e può essere insegnato in Corsi d'apprendimento di gruppo
Il "Test"  di controllo, invece, deve essere fatto in una seduta singola, dedicata alla singola persona che lo richiede.
Le Intolleranze Alimentari si manifestano quasi sempre con una sintomatologia generale più o meno sfumata (stanchezza, cefalea, gonfiori addominali postprandiali, infezioni ricorrenti, dolori articolari, ecc.) o con modificazioni cutanee (pelle secca, eczemi, orticaria, ecc.); spesso sono correlate ad alterazioni del peso corporeo, sia in eccesso che in difetto. Queste reazioni inoltre non sono sempre immediate, ma si presentano da 1 a 36 ore dopo l'assunzione del cibo in questione.

Esse sono causate, quasi si trattasse di un avvelenamento progressivo, dall'assunzione prolungata nel tempo, e quindi dal continuato accumulo, di sostanze diverse, fino ad un livello che ad un certo punto supera la "dose soglia", e delle quali il corpo finisce per essere intollerante. Ed è quindi ad alimenti quotidianamente, o pluriquotidianamente, ingeriti (frumento, olio di oliva, latticini, ecc.), che si può diventare "intolleranti". E lo si diventa all'improvviso, da un giorno all'altro, spesso sorprendendoci.  
Per ottenere un miglioramento del quadro sintomatologico, è necessario astenersi rigorosamente per almeno 2-3 mesi dall'assunzione del cibo incriminato - anche nelle sue forme nascoste  (es. siero di latte nel prosciutto cotto) - ed anche dall'assunzione di cibi che possono generare reazioni crociate (es. latticini - carne di manzo).
Come si testano le Intolleranze Alimentari
Per rilevare la presenza di un'Intolleranza Alimentare, sono a disposizione diversi tipi di test, nessuno attualmente riconosciuto dalla Medicina Ufficiale.
Noi utilizziamo il metodo EAV (Elettro Agopuntura di Voll). Con apposito apparecchio viene  misurata, lungo i meridiani classici dell'agopuntura cinese, una microcorrente che attraversa la persona, ed all'uscita permette di derivare informazione su anomalie trovate lungo il percorso oppure sull'impatto che producono piccole quantità di Alimenti interposti tra la persona e l'apparecchio.
Quando deve essere sospettata un'intolleranza alimentare?
Come abbiamo visto i sintomi causati dalle Intolleranze ai diversi tipi di cibo sono molteplici. I più frequenti sono cefalee, disturbi intestinali (gonfiori, stipsi o diarrea, colite, meteorismi, ecc.), dolori premestruali, disturbi dell'umore (depressione, irritabilità), dolori articolari, mal di gola o bronchiti ricorrenti e molti altri.
Il sospetto va posto quando un disturbo, anziché comparire in modo passeggero o saltuario, inizia a presentarsi sempre più frequentemente fino ad interferire con la vita "normale" della persona.
Possibili Intolleranze Alimentari vanno quindi prese in considerazione quando, dopo aver corretto la dieta, i problemi persistono, e prima di intraprendere terapie farmacologiche, che presentano sempre effetti collaterali a breve o lungo temine.

Dalle intolleranze si guarisce
Dalle intolleranze alimentari si guarisce, seguendo diete ad eliminazione (cioè eliminando dal proprio personale menù quotidiano gli alimenti di cui è accertata l'intolleranza) associate eventualmente ad un sostegno fitoterapeutico. I programmi alimentari devono essere concordati e seguiti da un esperto per poter valutare le modalità più corrette e quelle che meglio si adeguano anche alle problematiche individuali. Ecco quindi che il TEST deve essere completato con la compilazione del PROTOCOLLO DI IGIENE ALIMENTARE, cioè delle precise istruzioni dietetiche e comportamentali che la persona deve seguire per guarire, non dimenticando che le eliminazioni parziali di un alimento, o per tempi troppo brevi, non portano risultati soddisfacenti, solo tanta inutile fatica e scoraggiamento!